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mercoledì 1 marzo 2017

MR. MAINAGIOIA E IL RACCONTO DELLA “GENERAZIONE ANSIA”

Può un ometto barbuto, particolarmente goffo e sfortunato, diventare una star del web e attirare decine di migliaia di follower? Ebbene sì, può succedere e ce lo dimostra il caso di Mr. Mainagioia! Il segreto del suo successo sta nel raccontare, in chiave ironica, le piccole e grandi sfortune quotidiane, per sorriderci sopra e superarle senza drammi: un modo per esorcizzare le paure di un'intera generazione, la "Generazione Ansia", che spesso sceglie volontariamente di sfuggire alle gioie. Abbiamo quindi deciso di scoprire di più su questo fenomeno virale, coinvolgendolo anche nell'assegnazione degli Oscar del Mainagioia.




Mr. Mainagioia è l’apoteosi della negatività: un inno quotidiano all’infelicità e alle sfighe che ci perseguitano. Da cosa nasce tutto questo pessimismo? Ed esistono davvero quelle creature mitologiche chiamate “gioie”?
Il Mainagioia, come spiegato nel mio primo vlog, non è un inno alla negatività e al pessimismo, bensì è un modo di reagire con stile alle sfortune. La rassegnazione non fa parte del Mainagioia, così come la tristezza. La tristezza e la rassegnazione lasciamola a chi, nelle sfortune, non riesce ad uscirne, perché sotto sotto o si trova bene o ha paura del cambiamento.

“Mainagioia” sembra essere diventato lo slogan dei nostri giorni, specie tra i giovani, come dimostrano anche i racconti dei follower, conditi delle sventure più varie: l’età della spensieratezza ha quindi lasciato spazio all’età dell’ansia?
I giovani sono sempre più preoccupati per il futuro e ne hanno ben donde, visto il periodo che stiamo passando, tra crisi, guerre, indecisioni e incertezze. L'importante è non abbattersi e inventarsi. Io mi sono "inventato". Proprio nel momento più cupo della mia vita, ho scoperto che solo con la mia testa e la mia creatività potevo riemergere e dare uno schiaffo alla crisi. Proprio per questo motivo penso "e se la crisi, prima che economica, è nostra, cioè mentale?"

“Sono quell’ometto barbuto, particolarmente goffo e sfortunato, che ride della vita. Anzi, la vita ride di me” è la descrizione che dà di sé Mr. Mainagioia. Curiose come siamo, vorremmo sapere di più della sua vita: puoi raccontarci un po’ delle sue disavventure? Magari quelle che fanno ridere di più: regalaci una gioia, insomma!
Non saprei da dove iniziare... Solo per raccontarne una, potrei impiegarci ore e ore. Ne volete una così su due piedi? Bene! Stavo uscendo con la mia prima ragazza, stavo per compiere 18 anni. Quella sera, nel giro di pochi minuti, ho pestato due volte la cacca. Ditemi se ci riuscite voi, oh!


Progetti per il futuro: vedremo mai in libreria una summa delle massime di Mr. Mainagioia, il Leopardi dei “tristi” giorni nostri?
Tutto è possibile! Non vi voglio né svelare né anticipare cosa sto preparando in questi anni. Probabilmente mi potrete vedere in libreria uno di questi giorni. Datemi un po' di tempo e ne vedrete delle belle. E forse pure delle brutte.




Per concludere, vogliamo coinvolgerti in un gioco (non troppo gioioso, non sia mai!). Assegneremo gli Oscar del Mainagioia e sarai tu a scegliere a chi destinarli, per ciascuna categoria.

Categoria Mainagioia in TV: “Chi l’ha visto?”, con il suo carico di ansie già dall’inquietante sigla iniziale; “Forum”, condotto dalla monoespressiva e catatonica Barbara Palombelli; “Sottovoce”, che da circa trent’anni accompagna le notti degli insonni italiani, con le spumeggianti interviste di Marzullo. The winner is?
Il vincitore è sicuramente "Sottovoce" del mitico Gigi Marzullo, seguito da chi non riesce a dormire per colpa delle proprie ansie, da chi torna a casa tardissimo da una serata devastante e deve assolutamente riprendersi, da chi, la notte, si ritrova il telecomando sotto il deretano, mentre dorme, e preme su Rai 1.

Categoria Mainagioia nel cinema: “Titanic”, che ogni anno ci fa rivivere una tragedia per 4 lunghe ore; le “maratone natalizie” dei vari classici Disney e non solo, con il loro carico di genitori morti, famiglie distrutte e amori non corrisposti; tutti i film italiani degli ultimi vent’anni. Vince….
Ahimè vincono tutti i film italiani degli ultimi 20 anni, figli di stereotipi, nati solo per battere cassa. Se anche a voi fanno ridere parolacce, flatulenze e altre "amenità", allora state ridotti male. Come il nostro cinema. Però, oh, sta risorgendo piano piano. Gli ultimi film (vedi “Lo chiamavano Jeeg Robot”, “Veloce come il vento”, ecc.) meritano molto!

Categoria Mainagioia nello sport: l’Inter, dal 5 maggio e lo scudetto perso all’ultima giornata, fino ai giorni nostri; Edin Dzeko, attaccante della Roma, che per segnare un goal ne sbaglia almeno cinque a partita, per la “gioia” dei tifosi romanisti; il tuffatore filippino, che alle ultime Olimpiadi ha collezionato una sfilza di zeri, divenendo un idolo decadente del web. And the Oscar goes to…
Vince a mani basse il tuffatore filippino. Riuscire a fare tanti 0 di fila è un'impresa di rilievo eh?!?!

Premio speciale “Giacomo Leopardi” alla gioia più grande mai realizzata: trovare lavoro in Italia al primo colloquio sostenuto; iniziare una storia d’amore con la persona per cui si soffre da anni; aprire il barattolo del caffé la mattina appena svegli e non trovarlo mai vuoto. Il Premio speciale va a…

*rullo di tamburi, mentre in prima fila qualcuno sbadiglia* visto che le prime due sono irrealizzabili, opterei per barattolo del caffè sempre pieno. Mi ha salvato più lui che qualsiasi medicinale ingerito in questi anni. Se io ora vi sto rispondendo senza addormentarmi sulla tastiera, è grazie a lui. Ringraziatelo, dannazione!

sabato 11 febbraio 2017

IL "PAGELLONE DELLE KRETINE" DI SANREMO 2017

Un inviato d'eccezione, di cui non sveleremo l'identità per risparmiargli denunce, ha seguito per noi il Festival di Sanremo. A lui è stato attribuito l'arduo compito di stendere il "PAGELLONE DEL FESTIVAL": promossi e bocciati, tutti uniti nel nome di Maria! 




ALESSIO BERNABEI (Nel mezzo di un applauso) VOTO 4
Bernabei non è erotico neppure quando canta la “figa”. Il pezzo andrà in radio, ma a me non dice nulla.

MICHELE BRAVI (Il diario degli errori) VOTO 7
Timido e impacciato, quando canta è proprio bravo. Scandisce bene le parole e per chi adora le parole nella musica è un toccasana. Potrebbe salire sul podio.

SERGIO SYLVESTRE (Con te) VOTO 8
Canzone di Giorgia cantata davvero bene. Il miglior risultato della scuderia di Maria De Filippi. Potente.

CHIARA (Nessun posto è casa mia) VOTO 5
Se non avesse cantato, nessuno se ne sarebbe accorto. Ha cantato e ci si accorge che era meglio non lo avesse fatto. Testo banale: poteva risparmiarcelo!

GIGI D’ALESSIO (La prima stella) VOTO 6
Non è in formissima, ma il pezzo è meno neomelodico rispetto al passato (per fortuna!). Senza infamia e senza lode.

RAIGE E GIULIA LUZI (Togliamoci la voglia) VOTO 3
Sono riusciti nel loro intento: toglierci la voglia…di ascoltarli!

CLEMENTINO (Ragazzi fuori) VOTO 6
Brano firmato da Marracash, dal risvolto sociale: per essere un rapper, avrebbe dovuto osare di più!

ERMAL META (Vietato morire) VOTO 7
Valido come autore, come interprete ha delle pecche. Il brano è ben confezionato e di buon livello rispetto alla media.

MARCO MASINI (Spostato di un secondo) VOTO 5
Lui persegue negli anni la sua strada: all’inizio era una novità, oggi ha fatto il suo tempo!

ALBANO (Di rose e di spine) VOTO 4
Non è in forma e il pezzo non lo aiuta. Restano le spine, delle rose neanche l’ombra!

FIORELLA MANNOIA (Che sia benedetta) VOTO 10
Ha vinto e nessuno lo può negare. Interprete sopraffina, potrebbe dare lezioni a molte sue giovani colleghe lì presenti. Se non vince, organizzo un nuovo VAFFA DAY!!!




LODOVICA COMELLO (Il cielo non mi basta) VOTO 2
Uno dei pezzi peggiori di questo Festival. Meglio come conduttrice, la cantante facciamola fare a qualcun'altra!

BIANCA ATZEI (Ora esisti solo tu) VOTO N.C.
La vediamo da diversi Festival ormai e ogni volta ci chiediamo: PERCHÉ???

FRANCESCO GABBANI (Occidentalis Karma) VOTO 8
Bravo performer, pezzo intelligente, figo anche con il maglione della nazionale olandese: CI PIACE!!! Spero sul podio.

GIUSY FERRERI (Fatalmente male) VOTO 6
Sanremo non fa per lei, nonostante il pezzo non sia malefico: lei è “animale radiofonico”, non da palco dell’Ariston.

MICHELE ZARRILLO (Mani nelle mani) VOTO 4
Utilizzo la battuta fattagli dal Mago Forrest al Dopofestival: “Hai scritto pezzi meravigliosi in passato: perché gli altri?”.

PAOLA TURCI (Fatti bella per te) VOTO 9
È esplosa e si racconta con il sorriso. Messaggio positivo, bel testo ed interpretazione spettacolare.

ELODIE (Tutta colpa mia) VOTO 5
Troppo Emma Marrone (autrice del testo). Adatta a “Tale e Quale Show”.

RON (L’ottava meraviglia) VOTO 4
Di meraviglia non c’è nulla. Da rottamare.

FABRIZIO MORO (Portami via) VOTO 6
Grande autore, non sfonda sul palco. È sicuramente più bello del pezzo che porta.

SAMUEL (Vedrai) VOTO 6
Meglio con i Subsonica. Mantiene lo stile, ma si sente la mancanza di Boosta e co.

NESLI E ALICE PABA (Do retta a te) VOTO 2

Brutta canzone, pessima interpretazione, coppia male assortita: un disastro totale!

martedì 7 febbraio 2017

DON PASTA: L'ULTIMO "ATTIVISTA DEL CIBO"


Prima di iniziare, come preferisci essere chiamato: Daniele o Don? E cosa ne pensa Daniele del successo del suo alter ego Don Pasta?

Le persone che mi conoscono sanno che nella vita privata “Don” scompare, diciamo che è il patto di non belligeranza che ho fatto con lui. Ci sopportiamo a vicenda, anche se gli eccessi di Don Pasta poi me li devo sobbarcare io nella mia quotidianità. Tipo che lui mangia solo fritture con lo strutto e poi, quando Daniele torna a casa, è costretto a mangiare minestrone e cicorie lesse per tre giorni per purificare il corpo.


Il tuo motto è: “Se hai un problema…aggiungi olio”. I tuoi spettacoli sono dei veri e propri “one man cooking show”. Hai pubblicato nell’ordine “Food Sound System”, “Wine Sound System”, “La Parmigiana e la Rivoluzione” e in “Artusi Remix” ti confronti con l’eredità di Pellegrino Artusi, istituzione in campo culinario. Hai “forse” una leggera passione per il cibo? Come nasce? E per conquistare una KreTina, quale ricetta consiglieresti?

Il tutto nasce per gioco, ma in verità penso di essere un predestinato. Da piccolo facevo indigestione di calzoni e torte a ogni compleanno. La svolta è stata andare fuori dal Salento per gli studi, a Roma e poi a Parigi, e osservare che la gente mediamente mangia da cani, mentre in Salento il livello di consapevolezza è altissimo. Da lì, ho capito che avevamo una ricchezza culturale, ancor prima che gastronomica, da tutelare. Una ricetta romantica per sedurre una KreTina non può che essere la parmigiana, leggera e colorata.


Altra passione è quella per la musica. Sei conosciuto e molto apprezzato come selecter, quindi ti chiediamo una piccola selezione dei tuoi 3 brani che tutti dovrebbero ascoltare.

In “Food Sound System” lo scrissi, il mio momento più bello era quando tornavo da scuola, scappavo alla Posta per recuperare il pacco di vinili comprato per corrispondenza e poi mangiavo le orecchiette con le rape. Musica punk per cucina punk. C’era già tutto e tutto stava a codificarlo. Come brani: Magnificient 7 dei Clash, Public Enemy number One di James Brown, I like That di Pete Rodriguez.


Sei sempre in giro per l’Italia e il mondo con i tuoi spettacoli. Scrivi regolarmente per Repubblica, Left, Manifesto e Slow Food. Nel tempo restante, pubblichi libri di cucina. Come fai a coniugare tutti questi impegni? A noi puoi dirlo, non sei umano?

Il problema è che questo lo faccio negli scampoli che mi concede mio figlio, che non avendo capito che Don Pasta è un mestiere, non mi concede molto tempo. A parte tutto, ho avuto la fortuna di ritrovarmi un mestiere improbabile, dalle possibilità sconfinate, tanto quanto la sua indefinitezza. Ragion per cui, da bravo autodidatta, mi diverto un casino a provare a fare cose che non so fare, con alterni esiti.




Per concludere, ci aiuteresti a risolvere i “grandi dilemmi della cucina amatoriale”?
Il primo: il sale nella pasta, prima o dopo che l’acqua vada in ebollizione?

Il sale dopo, che altrimenti ci metti di più per far bollire la pasta.

Il soffritto: arricchisce il piatto o copre il gusto originale dei cibi (e va quindi evitato come la peste, come suggeriscono illustri chef)?

Il soffritto è l’anima della cucina italiana. Può sembrare surreale, ma il detto di mia nonna “se hai un problema aggiungi olio”, ha un senso tecnico. Mettere olio significa creare legami tra gli ingredienti, che altrimenti devi poi creare con panne, creme, formaggi. E’ un sacerdote molto laico in certo senso.

Olio di palma e carne vengono descritti come accadeva un tempo per l’uranio impoverito: fanno davvero così male?

Differenzierei le due cose. L’olio di palma, come ogni demonizzazione, subisce un processo eccessivo e per certi versi ridicolo. Ma nulla toglie che è sintomatico di processi industriali nel cibo assolutamente incuranti della salute, tanto più perché si parla di alimentazione dei più piccoli. Per la carne, il discorso è diverso. Da salentini, ne mangiamo pochissima, avendo noi una cultura spropositata di ortaggi e legumi, quindi sappiamo variare molto la nostra alimentazione. Per questo quando poi ti mangi un piatto di carnazza è un gran piacere.

Cucina vegan: quali sono i principali pro e contro?

Gli animalisti e i vegan dimenticano che la parsimonia nell’uso della carne era una necessità, ma anche una virtù del mondo rurale, ma loro del mondo rurale ho paura non sappiano nulla. Chiaro però che l’uso spropositato della carne fa male alla salute, agli animali e al pianeta.









giovedì 26 gennaio 2017

TOBIA LAMARE, LE SUE "SUMMER MELODIES" E IL LATO B DI BEYONCÉ

Intervistare Tobia Lamare è sempre un'esperienza ai limiti dell'assurdo. Partiamo con l'idea di realizzare la solita intervista di promozione del nuovo album, "Summer Melodies", in cui si deve parlare solo ed esclusivamente di quello. Finiamo per discutere di Manuel Agnelli ad X-Factor, della Festa della Patata Zuccherina di Frigole, di Immanuel Casto e del "lato b" di sua maestà black Beyoncé: le KreTine non possono che adorare! 





A più di un anno di distanza dalla tua precedente intervista per Vita da KreTine, in cui ci raccontavi i retroscena più hot del Sabatone, cosa ti ha spinto ad accettare una nostra nuova intervista? Di certo, non ti manca il coraggio caro Tobia!

Assolutamente. E’ un rischio che ho voluto correre e ne sono consapevole. Probabilmente quest’ondata di freddo mi ha fatto cercare, tra i miei ricordi, i momenti più calienti dell’anno scorso. Così, mi è venuta in mente la nostra intervista ed ho voluto nuovamente scaldare il mio cuore insieme a voi.


Ti ritroviamo con un nuovo album, “Summer Melodies”, in cui racconti tante parti di te (la famiglia, l’amore, gli amici, la passione per il surf): un lavoro più intimo rispetto ai precedenti lavori. Ti chiediamo di raccontare il tuo nuovo disco, ma da buone KreTine ti lanciamo una sfida: potrai farlo solo utilizzando le parole “petaloso”, “le grandi major” e “Manuel Agnelli”. Accetti la sfida?

Certo! Con Manuel Agnelli ci siamo trovati più volte a parlare delle major, che in realtà se la passano peggio delle indipendenti, oppure sono dei fake (vedi ad esempio la Sugar che si vende come etichetta indipendente e il fondatore è presidente della S.I.A.E.). Da grande artista Manuel ha sempre detto che in realtà la buona musica andrà sempre avanti e io ho aggiunto che sicuramente i veri musicisti avranno sempre un futuro petaloso, perché vivono con la buona musica. Quindi ho fatto un lavoro petaloso e vaffanculo alle grandi major e che Manuel Agnelli sia con voi.


Il 2016 è stato un annus horribilis per gli amanti della musica. Tra gli altri, ci hanno lasciato il Duca Bianco David Bowie e il folletto di Minneapolis Prince, veri innovatori seppur in epoche diverse. Se dovessi fare un bilancio del tuo 2016, cosa terresti e cosa butteresti via? E solo per scaramanzia (sapendo di allungarti così la vita), hai mai pensato alla tua musica post mortem, dando magari indicazioni su eventuali pubblicazioni di materiale inedito?

Di quello che si vive non si butta mai niente. Bisogna sempre essere un po’ Jedi. Non bisogna mai passare al lato oscuro della forza. Sapete quanti ce ne sono nella musica che stanno con il lato oscuro? Vi annoiereste solo a contarli. L’attitudine, l’onestà intellettuale, il rispetto per il pubblico e per la musica. Spesso trovo solo una grande voglia di esposizione mediatica. Sentirsi rockstar, sentirsi importanti e vendersi come le mazzancolle all’Ipercoop. Preferisco il mare, gli amici, l’amore e la gente che ama veramente la musica.

Tutti gli artisti ci pensano alla morte. Ovviamente ho chiesto a mia moglie di erigere una statua di 3 mt che mi ritare mentre mi piego a prendere un 45 giri dalla valigetta (conoscete i miei pantaloni a vita bassa) ed aprire un museo nella nostra attuale casa. Un museo sulla musica indipendente salentina, un posto dove provare a fare capire l’energia della scena alternativa evitando la Notte della Taranta e Negramaro. Niente contro di loro, ma visto la loro esposizione mediatica non mi sembra che ci sia bisogno di dire niente a riguardo.
Ovviamente ci sarà un barbecue sempre acceso.




Il 2016 è stato anche l’anno del crollo di alcuni miti indie: da Manuel Agnelli giudice ad X-Factor, a Wes Anderson che accetta di girare lo spot natalizio di una nota catena di abbigliamento low-cost. Non esistono più gli indie di una volta?

Per la pubblicità e televisione potrei farti una serie infinita di incredibili esempi. In questo momento di crisi, dove non esistono trasmissioni musicali ma solo talent show, una partecipazione di Manuel Agnelli può fare scalpore. In realtà il nostro Severus Piton non fa niente di male e se qualcuno gli rivolge delle critiche dovrebbe chiedersi quanti dischi ha comprato in un anno e quanti concerti è andato a vedere.


Hai già progetti in cantiere per il 2017? Puoi anticiparci qualcosa? E ci sarà un “Summer Melodies” Tour per i mesi a venire?

Il Summer Melodies tour è iniziato con l’Irlanda, Berlino e alcune date in Italia come Roma e Taranto. Ad aprile un altro giro italiano più lungo che toccherà Bologna, Milano, di nuovo Roma e poi altre città. Stiamo lavorando per tornare in Irlanda  per i festival estivi e poi Inghilterra ed Est Europa. Ho una data in acustico a Lecce il 16 febbraio al Road66, per vedermi nella nostra città con la mia fantastica full band invece bisognerà aspettare la primavera.


Per concludere, le nostre domande a bruciapelo: rispondi senza pensarci troppo e con la massima sincerità!
Ti chiedono di fare il giudice in un talent show, ma devi scegliere: il più glamour X-Factor o Amici di nostra Signora della TV Maria De Filippi?

Fino a che non sarò chiamato per la Festa della Patata Zuccherina di Frigole, tutto il resto per me non conta. Seriamente. Che vengano loro a Frigole a farci vedere quanto valgono.

La svolta country di Lady Gaga in “Joanne” o il pop-rock di protesta dell’ultima Beyoncé in “Lemonade”?

Fosse solo per il culo…Beyoncé.

Justice o Daft Punk?

Mie care questa è una domanda scorretta e voi lo sapete. E’ un po’ come chiedere se si preferisce un mohijto o una capiroska. I Daft Punk sono stati il simbolo della reintroduzione della dance nell’ambiente alternativo. Sono molto affezionato ed hanno fatto sempre grandi album. Invece, quando i Justice sono esplosi con il remix dei Simian (We are your friends) io ero sempre a ballare nei club di Londra. Si percepiva che l’ambiente indie stava cambiando sonorità, c’era grande aspettativa ed entusiasmo. Purtroppo non tutti sono come i Justice e le recenti produzioni elettroniche mi fanno vomitare. Si sente l’assoluta mancanza di conoscenza delle note.  Insomma Mozart avrebbe usato campioni e sequencer oggi (come diceva Bruno Martelli in Saranno Famosi) ma oltre a conoscere il giro di do e di sol, non avrebbe mai ammazzato tutto quello che Phil Spector ha inventato. Quindi entrambi sanno scrivere o rieditare grandi canzoni, cosa che nell’elettronica odierna è difficile da trovare. E’ più semplice trovare una masturbazione sonora paragonabile al virtuosismo metal di fine anni ’80.

Hai la possibilità di far tornare in vita una sola star: Elvis Presley o Michael Jackson?

Michael Jackson è stato genero di Elvis Presley, anche se a morte avvenuta. Quindi in realtà cosa dobbiamo dire. Che preferiamo il padre al marito della figlia? Che le nuove generazioni sono sempre più fresche dei genitori? Posso rispondere dicendo che per il trentennale della morte di Elvis sono andato insieme a mia moglie a Graceland (casa di Elvis a Memphis da anni diventata un museo) e probabilmente, se mai apriranno le porte di Neverland per farci un museo, si potrà decidere. E’ una domanda crudele questa. Io non vi ho mai chiesto se preferite un pasticiotto o un fruttone, Tiziano Ferro o Immanuel Casto, Julio Iglesias o Montserrat Caballé. Vabbè direi Elvis.


Sabatone o Capodannone?

L’uno non esclude l’altro. Il Capodannone è una dose invernale di banane per resistere al freddo, per credere che l’estate non sia poi tanto lontana. A volte come quest’anno cade di sabato e quindi il capodanno è un po’ Sabatone. Si parte sempre dal potassio, da quella energia che ti serve, dalla banana che ti dà una marcia in più. Ogni sabato dovrebbe essere Sabatone e ogni festa un festone. Non sono un tipo che si accontenta di un semplice weekend: bisogna ballare, allenare i polpacci, sculettare  e sorridere. Il caldo, la pista, l’amore, le banane…il Sabatone!

giovedì 19 gennaio 2017

LAURA MANFREDI: LA "BLOGGER ROCK" CHE NON SOPPORTA LE FASHION VICTIM

Quando nel 2010 creò il blog Rock’n’Mode, sicuramente non pensava di diventare in pochi anni una delle blogger più amate e seguite in Italia. La svolta nel 2011, quando un suo articolo viene pubblicato sulla rivista Vogue Italia, scelto direttamente dalla compianta Franca Sozzani. Negli anni a seguire, è apparsa sulle più importanti riviste di moda: Cosmopolitan, Glamour Italia, Donna Moderna, Style Papers.
Alla moda ha unito altre passioni: i viaggi prima di tutto, ma anche la TV, tanto da essere una delle fondatrici della prima community italiana dedicata al livetwitting sui programmi televisivi, Team Divano.
Stiamo parlando di Laura Manfredi, che ha accettato (con grande coraggio!!!) di farsi intervistare da noi, confessando una "passione trash" segreta per David Hasselhoff e un certo fastidio per il termine “influencer”…ah, e se non volete rischiare guai seri, evitate di definirla “fashion victim”!




Sei tra le fashion blogger più apprezzate e seguite in Italia. Con Rock’n’Mode, il tuo blog dedicato alla moda (e non solo), nato nel 2010, hai raggiunto il successo di pubblico. Ti definisci una “fashion lover”, ma non una “fashion victim”: qual è secondo te il confine da non oltrepassare per passare allo stadio “vittima”? E quali saranno i trend da seguire (e soprattutto DA EVITARE!!!) in fatto di moda per questo 2017?

Amare la moda non significa doverla seguire a tutti i costi: per me, i trend rappresentano un’occasione per rinnovare il proprio stile, non sono comandamenti.
L’acquisto finalizzato esclusivamente al mettersi in mostra, per far in modo che gli altri pensino che sei una persona alla moda, fa di te una fashion victim. È questo il confine da non oltrepassare. E forse non tutti sanno che Oscar De la Renta coniò questo termine in senso dispregiativo, per indicare chi non ha personalità. Io resto di quella scuola.
Quindi, i trend da seguire sono quelli che possono adattarsi al nostro stile, rinnovandolo. Quelli da evitare sono quelli che non hanno nulla a che fare con noi: io, per esempio, eviterò sicuramente il rosa barbie e il fluo. Ma vale per me!


Che si tratti di moda, di viaggi o di cucina, questa sembra essere l’epoca aurea dei blogger, tanto che alcuni di loro sono contesi dai grandi marchi e dai media tradizionali per la loro capacità di “influenzare” le scelte del pubblico: tu come ti poni in genere nei confronti dei tuoi follower? Hai un rapporto diretto con loro? E pensi mai all’ “influenza” che eserciti sul tuo pubblico o eviti perché la sola idea ti genera ansia?

Di base, c’è da dire che non mi auto-definirei mai “influencer”: lo trovo presuntuoso e ho autorizzato le mie amiche a tagliarmi una mano se mai un giorno dovessi scriverlo da qualche parte. Ho un rapporto diretto con chi mi segue, sono sempre disponibile a rispondere a tutti i messaggi e non ho problemi a condividere i miei “segreti”. Il pensiero di influenzare le opinioni altrui non mi genera ansia perché sono sicura di quello che consiglio e scrivo, anche del mio pubblico. In più, se qualcuno non è d’accordo con la mia opinione, non ho problemi a discuterne purché si tratti di un confronto maturo e costruttivo. Sono per lo scambio di opinioni, non mi sono mai piazzata su un altarino a dettare legge. Se poi ricevo un riscontro da chi mi segue, con la conferma di essere stata utile in qualche modo, sono anche più contenta.


Oltre alla moda, un’altra grande passione delle KreTine è la TV. Come co-fondatrice di Team Divano, la prima community italiana dedicata al live twitting sui programmi televisivi, cosa ne pensi della TV di oggi? Inoltre ti chiediamo di confessare una tua passione segreta per un personaggio o un programma trash, se ne hai una: sì, noi KreTine in genere leggiamo Philip Roth ascoltando Bach, ma non abbiamo la puzza sotto il naso e ammettiamo di adorare la “trash culture”…quindi CONFESSA!!!

Di recente, su Twitter, un tipo sbucato dal nulla mi ha chiesto se il mio lavoro consiste nello stare sul divano dalla mattina alla sera a guardare la tv (era serio). Per carità, sarebbe un sogno, ma avrei una casa e una famiglia da seguire, se proprio non vogliamo considerare il lavoro.
Da due anni seguo il Team Divano ogni giorno, nel senso che seguo in maniera costante la community, ma in realtà guardo pochissima tv. Guardo invece molte serie (mentre lavo i piatti o stiro LOL). Adoro il trash e non me ne vergogno, ma lo prendo a piccole dosi: i personaggi che amo follemente sono Ray Sugar Sandro (amore decennale ormai), e David Hasselhoff, re incontrastato. I video di “Hooked on a feeling” e “True survivor” sono capolavori trash sopraffini.






Per concludere, domande a bruciapelo, quindi massima sincerità richiesta!
Da te dipende il destino di un “fashion blog”: chi salvi tra il nazional-popolare “La Pinella” della Marcuzzi e il più cosmopolita “The Blonde Salad” della Ferragni?

Sono due blog che non seguo, quindi non saprei…a bruciapelo, sceglierei "The Blonde Salad" perché, anche se mi è molto simpatica, la Marcuzzi è rimasta molto indietro con la qualità di foto e immagini e per me contano molto.

Ti chiedono di collaborare con un altro influencer per promuovere un importante marchio, ma devi scegliere chi e il mezzo da utilizzare: uno shooting fotografico con Mariano Di Vaio ad Ischia o un balletto scatenato sullo yacht di Gianluca Vacchi?

Scelgo Ischia!

Ti offrono un cachet stratosferico per partecipare ad un reality: Pechino Express, in coppia con il Divino Otelma, o Isola dei Famosi, con il rischio di finire su Playa Desnuda?

Senza dubbio Pechino Express, non solo perché qualitativamente parlando non c’è storia, ma anche perché sull’Isola non resisterei a lungo: ho sempre fame e abbandonerei il programma dopo tre giorni, molto facilmente su di una barella.

Donne rock: Courtney Love o Loredana Berté?

La Berté!

Infine, come ti vedi tra vent’anni: sempre in giro per il mondo a dare consigli di moda o  “buen retiro” a vita privata, stile Mina? 

Tra vent’anni mi vedo in giro per il mondo a scegliere regali per i miei nipoti (mia figlia più grande ha quasi 12 anni). Sui consigli di moda invece non so, devo ancora decidere cosa farò da grande, ma probabilmente tra vent’anni mi sarò già reinventata cento volte.